I Test

Benvenuti nelle pagine di test dei monitor LCD.
Qui di seguito ci sono una serie di immagini di prova che possono aiutarti a giudicare la qualità dell’immagine del tuo monitor. >> SCARICA I TEST <<
Per questo test è essenziale che l’ambiente sia semibuio o buio e che il browser o il visualizzatore di immagini (preferibilmente Photoshop) sia in esecuzione in modalità a schermo intero.


TEST SCALA di GRIGIO a fondo BIANCO e NERO
Le immagini seguenti mostrano scale di valori RGB in aumento lineare.
Su un buon monitor, dovresti vedere incrementi approssimativamente uguali di luminosità su tutta la gamma da 5% a 99%.
I valori critici saranno: 90, 95 e 99 nella zona scura e 5, 10 e 15 in quella chiara.


TEST GAMMA
Questa è un’immagine di prova della calibrazione gamma.
I monitor con calibrazione corretta deve avvicinarsi a un valore gamma di 2.2.
Guarda l’immagine socchiudendo gli occhi, le bande più chiare e più scure dovrebbero fondersi a quell’altezza, la tolleranza sarà tra il 2.0 e il 2.4.
Un valore più basso darà un immagine più chiara, un valore più alto darà un’immagine più scura.


TEST NERO SCALA 75/99
Di seguito sono riportati 25 quadrati grigi su sfondo nero.
Su un monitor ideale, dovrebbero essere tutti distinguibili, particolarmente l’ultima fila di quadrati molto scura.


TEST BIANCO SCALA 1/25
Di seguito sono riportati 25 quadrati grigi su sfondo bianco.
Su un monitor ideale, dovrebbero essere tutti distinguibili, sopratutto la prima fila di quadrati molto chiari.


TEST UNIFORMITA’
In questo test controlliamo l’uniformità della sfumatura.
Le sfumature in scala di grigi dovrebbero essere visualizzate in modo uniforme senza che compaiano bande, linee o dominati di colore.


TEST GRIGIO
In questo test controlliamo l’uniformità del monitor.
Il fondo grigio dovrebbe essere visualizzato in modo uniforme senza che compaiano zone più chiare o più scure nel monitor. Attenzione alla temperatura colore del monitor che deve essere settata a 6500 gradi Kelvin.


TEST STAMPA
Ecco un test per la tua stampate.
Sei scale con i colori base, una scala di grigio e sei scale di grigio con una dominate nei colori di base.
Il profilo del test è in sRGB.

La sintesi Sottrattiva

I colori delle cose…

Il modo in cui le tinte oggettivamente applicate su un supporto generano la percezione del colore è detto sintesi sottrattiva.
Ogni materia da noi conosciuto, ogni superficie, ogni oggetto, assorbono in maniera selettiva solo alcune lunghezze d’onda della luce e riflettono le restanti.
Il colore che vediamo cioè quello riflesso è quello che non viene assorbito dall’oggetto.
Il risultato della totale assorbimento dei colori di un oggetto restituisce a noi nessun colore quindi noi vedremo l’oggetto nero.
Più i pigmenti assorbono luce, più il colore è scuro, il nero corrisponde all’assorbimento dell’intero spettro luminoso.
Il bianco si origina dalla completa riflessione dello spettro e dunque non è un singolo colore bensì la sommatoria di tutti.
I colori base per generarli quasi tutti sono il Ciano (Cyan), Magenta (Magenta), Giallo (Yellow), deriva la sigla CMY.
La stampa si basa sull’uso degli inchiostri dei tre colori primari sottrattivi, a questi si aggiunge il nero (black K) per migliorare la profondità dei toni trasformandola in CMYK.
L’espediente grafico per farlo è rappresentato dai retini da stampa.
Nella sintesi sottrattiva sommando più colori si ottiene un colore più scuro.
Con tutti i colori al massimo della luminosità si ottiene appunto il bianco (Valore 0).
Ponendo viceversa la luminosità a zero si ha il nero (Valore 100).

La sintesi Additiva

I colori della luce…

I colori fondamentali per la sintesi additiva sono i tre a cui sono sensibili i coni dell’occhio umano, Rosso (Red), Verde (Green), Blu (Blue), da cui appunto l’acronimo RGB.
L’RGB è un modello adatto nella rappresentazione e visualizzazione di immagini in apparecchiature elettroniche è quindi usato dai dispositivi come le fotocamere digitali, le telecamere, monitor, gli scanner che sintetizzano i colori affiancando punti colorati.
Un’immagine digitale è scomposta attraverso filtri in tanti puntini (pixel) in questi tre colori base che miscelati tra loro danno come visione quasi tutto lo spettro dei colori visibili.
Si ha sintesi additiva quando si sovrappongono le luci provenienti da diversi fari luminosi.
Storicamente il primo dispositivo per la sintesi additiva è stato il disco di Newton, disco composto da sette settori colorati secondo i colori dell’arcobaleno, facendo ruotare velocemente il disco i colori vengono mescolati e si ottiene un colore simile a un bianco.
Nella sintesi additiva sommando più colori si ottiene un colore più chiaro.
Con tutti i colori al massimo della luminosità (FF esadecimale = 255) si ottiene appunto il bianco.
Ponendo viceversa la luminosità a zero (FF esadecimale = 000) si ha il nero.

Le Storie della Fotografia

Le Storie della Fotografia – Museo Maxxi
Quattro incontri e quattro diverse modalità per realizzare, studiare, portare a termine e divulgare un progetto fotografico.

Luigi Ghirri
Nel primo appuntamento Luigi Ghirri. La fotografia in Italia negli anni Ottanta. Con Giuliano Sergio.

Richard Avedon
Nel secondo appuntamento Richard Avedon. In the American west. I volti di una nazione. Con Alessandra Mauro.

Terremoto. Tre anni dopo
Nel terzo appuntamento Terremoto. Tre anni dopo. Con Giovanna Calvenzi, Luca Pitoni e Alessandro Scotti.

Da Robert Capa a Cortis & Sonderegger
Nel quarto appuntamento Da Robert Capa a Cortis & Sonderegger. La guerra delle icone. Con Renata Ferri.

Foto storie di un istante

Ecco una serie di documentari realizzata da ARTE France che illustra l’avventura dell’arte fotografica, dalla sua nascita ai giorni nostri. Tra rigore scientifico, inventiva e bellezza visiva, una raccolta documentaria tanto ambiziosa quanto accessibile per scoprire ciò che si nasconde al di fuori dell’inquadratura. Tecniche d’animazione permettono di interrogare le fotografie stesse. “Svegliando„ così immagini fisse, il film mostra le scelte ed i casi che li disciplinano e gli elementi da cui derivano la loro forza. Lo spettatore scopre così il lavoro sull’inquadratura e la luce, i metodi di fotomontaggio e questa parte complessa che si gioca tra la fotografia, l’immaginario ed il reale.

Gli inventori
Come riprodurre, attraverso un’immagine, la realtà quando non si sa né disegnare, né dipingere?
Questo sogno richiederà vari tentativi prima di arrivare ad un’invenzione che catturerà un quadro preciso della realtà, utilizzando come unico mezzo la luce.
Realizzati tra 1820 e 1840, i lavori di Niepce, Talbot, Bayard e Daguerre rivoluzioneranno il nostro rapporto con la realtà.

I primitivi
In mezzo al XIX secolo, venticinque anni dopo la sua invenzione, la fotografia appare come una curiosità scientifica.
Ma tra 1850 e 1860, una decina di personalità, in Francia ed in Inghilterra, si batteranno per fare ammettere che la fotografia è un’arte.
Fra esse, Nadar, Gray, Baldus, Robison, Rejlander e Fenton furono i primi ad esplorare le possibilità della creazione fotografica e le sue relazioni con il reale.
Quest’episodio ci fa scoprire in modo ludico “i segreti di fabbricazione„ di questi pionieri che, in alcuni anni, hanno messo a fuoco una grammatica fotografica complessa.

Nuove visioni
“Il nuovo fotografo” fenomeno tipicamente europeo, il cui trionfale arrivo è annunciato dalla critica degli anni venti.
È il cugino dell’uomo nuovo che l’Europa spera di vedere nascere dalle ceneri del vecchio mondo, nel periodo successivo alla prima guerra mondiale.
Quest’avanguardia fotografica, spesso politicamente impegnata all’estrema sinistra è strettamente legata alla cultura urbana da cui ha origine: inquadrature dal basso verso l’alto, squilibri volontari della composizione dell’immagine, inquadrature insolite, deformazione ed altre scoperte esaltano soprattutto il dinamismo e la modernità delle macchine e delle città, attraverso Moholy-Nagy, Umbo, El Lissitzky et Rodtchenko.

Messe in scena
La storia della fotografia non cessa di oscillare tra due poli.
Da un lato, l’esplorazione del reale, al quale sembra naturalmente predestinata, dell’altro l’allestimento, l’invenzione, l’immaginario.
Durante la prima metà del xx° secolo, la fotografia è per lo più realistica.
Ma a partire dagli anni 60, “la messa in scena fotografica” ritorna in primo piano, sotto l’influenza del cinema, del teatro o della scultura.
Non si tratta più di osservare un momento di verità ma raccontare una storia.

Surrealisti
Si chiamano Man Ray, Dora Maar, Alvarez Bravo, Brassaï, André Kertesz, Henri Cartier-Bresson, sono fra i più grandi nomi della fotografia del xx° secolo.
Nessuno di loro fa parte del gruppo surrealista, ma, negli anni 30, le loro immagini incarneranno ciò che il surrealismo ha di più intenso, più di vivo…

Nuova oggettività
Nato nella Germania degli anni trenta, Bernd Becher e sua moglie Hilla si lanciano in un’impresa strana: fare l’inventario fotografico di edifici industriali destinati a scomparire.
Nello spazio di trenta anni, il Becher ed i suoi allievi hanno radicalmente trasformato la pratica fotografica attraverso quella che fu la Scuola di Düsseldorf, influendo la fotografia documentaristica per tutta la fine del xx° secolo.

Pittorealismo
La fotografia è un’arte o una semplice tecnica di riproduzione della realtà?
Il dibattito ricompare alla fine del 1880 con il movimento pittorialista, che respinge il realismo per una fotografia artistica ricercando la soggettività del disegno e della pittura.
La sua preferenza va ad argomenti storici, mitologici, religiosi, paesaggistici, nudi accademici.

Immagini trovate
La fotografia ha dato vita a una nuova memoria visiva, fatta di miliardi di immagini.
I fotografi se ne approprieranno e trasformeranno le immagini scattate rendendole l’argomento del loro lavoro.
Di fotomontaggi dadaisti allo stile audace di Sherrie Levine, il cui gesto artistico consisté nel firmare opere di Walker Evans, di August Sander e di Alexander Rodtchenko, tutta una corrente della fotografia si basa su un principio d’appropriazione.

Foto-giornalismo
Cartier-Bresson, Brassaï, Capa, Koudelka, Lange, Weegee, Smith, Avedon sono fra le figure più famose della fotografia del xx° secolo.
L’opera di questi fotografo-autori nasce a partire dagli anni trenta crescendo fino agli anni cinquanta con e per la stampa illustrata, la quale sta attraversando un periodo di forte espansione.

L’intimità
Fin dagli anni 1960, fotografi cercano di sfuggire alla vocazione “oggettiva” del loro mezzo.
Ma negli anni ottanta, alcuni fotografi spingeranno la fotografia intimista al limite del voyeurismo e della trasgressione, l’apparecchio diventa “taccuino” del quotidiano, strumento d’introspezione, diario.

Contact: I fotografi Magnum

Una produzione dedicata ai fotografi più celebri dell’Agenzia Magnum.
Come sono nate le foto più famose da tutto il mondo, gli scatti che sono diventati delle icone.
Il programma racconterà le storie professionali di fotografi dell’agenzia e delle loro fotografie più’ celebri.

Guy Le Querrec
Durante gli anni ’50 e ’60 ha documentato la cultura jazz e ha cercato di catturare l’anima della musica attraverso le sue fotografie. Guy Le Querrec racconta dei suoi incontri con Miles Davis, e quali siano le differenze che possono definire mediocre, o un capolavoro, un’immagine.

Elliot Erwitt
Conosciuto per le due fotografia a soggetti umoristici e sarcastici, ha rappresentato di tutto, dai cani sulla strada alla politica del più alto livello.

Peter Marlow
Lui trova angoli unici cercando di trasmettere il senso dell’inaspettato e dell’apparente spontaneità, fotografando ritratti di privati o di missione. Noto tra gli altri per il suo iconico ritratto di Margaret Thatcher.

Thomas Hoepker
Incontro con il fotografo Thomas Hoepker che ha ritratto in contesti privati e professionali Muhammad Ali, e catturato da una prospettiva insolita, l’attentato dell’11 settembre a New York.

Steve McCurry
Steve McCurry coglie il momento drammatico dove i destini della gente, e l’atmosfera della situazione, sono messi a fuoco. Molti ricorderanno la sua foto “Ragazza afgana” sulla prima pagina del National Geographic nel 1985.

Bruce Gilden
La vicinanza con la vita di strada e la criminalità lo hanno influenzato come fotografo. Gilden ha un’immagini intrusiva della mafia Yakuza giapponese ma, fra i suoi lavori, non mancano ritratti anche ai passanti per le strade di New York.

David Hurn
Incontro con il fotografo inglese David Hurn il quale ha fotografato i Beatles lo Swinging London degli anni 60 e il famoso Festival dell’Isola di Wight nel 1970, in oltre ci racconta della sua particolare attenzione nel catturare momenti di vita quotidiana.

Il ritocco beauty

    Il ritocco beauty è un tipo di modifica digitale dell’immagine che viene utilizzato per migliorare l’aspetto di una persona in modo estetico. Questa tecnica di editing può essere applicata a diverse parti del corpo, come la pelle, gli occhi, i capelli, i denti, le labbra e così via, al fine di renderle più attraenti o perfezionare la forma o la simmetria del viso o del corpo . Il ritocco beauty può essere eseguito utilizzando software di editing foto come Photoshop, e viene spesso utilizzato in campo pubblicitario, fotografia professionale e sui social media. Tuttavia, ci sono dibattiti sull’etica del ritocco beauty, poiché può creare aspettative irrealistiche di bellezza e portare a un’immagine distorta della realtà.

    Ecco un nuovo esercizio con Photoshop per fare dei piccoli ritocchi per migliorare la bellezza di un viso.

    • Come prima cosa facciamo una maschera sfocata sulla carnagione: fronte, guance e naso, selezioniamo la zona duplichiamola e sfochiamola parecchio, mergiamola poi in percentuale con l’immagine originale, questa maschera che aiuterà ad ammorbidire le luci e le ombre.
    • Togliamo con la toppa i microdifetti del viso.
    • Interveniamo sulle rughe di espressione e le zampe di gallina intorno agli occhi, duplichiamo il livello originale e con la toppa interveniamo completamente sulle rughe, mergiamo poi il livello in percentuale per non toglierle completamente.
    • Togliamo le micromacchie dentro il bianco e rendiamo più neutro il loro colore desaturandoli leggermente, poi schiariamoli per dare più luminosità allo sguardo.
    • Schiariamo e rendiamo più neutro desaturando leggermente il colore dei denti.

    Per scaricare le immagini clicca >> QUI <<.
    Dopo che le avrai modificate, per distinguerle dalle altre risalvarle col tuo cognome davanti.
    Es: Rossi_scontorno_fotografico_01.psd.
    Ricopiale poi nel Server cartella _ESERCIZI dentro 09_Beauty.

    La Mascheratura

    Ecco sei nuove immagini per un nuovo esercizio, la mascheratura, quindi useremo diversi strumenti per creare una selezione, la trasformeremo in una maschera e attraverso il filtro sfocatura, controllo sfocatura con un valore minimo 1/2 creeremo un leggero alone per evitare che la mascheratura sia troppo netta, sostituiremo i cieli delle prime quattro immagini e nelle ultime useremo la penna per dei tracciati semplicissimi, trasformandoli poi in una selezione, dove sostituiremo l’interno delle immagini dei quadri, ricordati sempre per fare un confronto di lavorare sui livelli tenendo sempre l’immagine originale sotto.

    Per scaricare le immagini clicca sulla miniatura, si aprirà una nuova finestra con l’immagine grande quindi con il tasto destro del mouse salvala sul tuo computer.

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    Equilibrio

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    Creare un equilibrio nella composizione fotografica rende l’immagine più armoniosa.
    Ogni elemento in un’immagine ha una certa quantità di valore rispetto a tutti gli altri elementi.
    Ogni tono, massa, forma, albero, figura, edificio, linea o ombra contribuisce a una certa quantità di peso che deve essere sistemata correttamente nella composizione per dare l’impressione di equilibrio.
    Il posizionamento del soggetto all’interno dell’area dell’immagine è un fattore che deve essere attentamente considerato.
    La composizione è tenuta in equilibrio da due metodi diversi: equilibrio simmetrico o formale e equilibrio asimmetrico o informale.

    Equilibrio simmetrico o formale
    L’equilibrio simmetrico o formale in una fotografia si ottiene quando gli elementi su entrambi i lati dell’immagine hanno lo stesso peso.
    L’idea dell’equilibrio formale può essere correlata a un movimento alternato, quando ci sono due oggetti ugualmente ponderati sull’altalena e sono equidistanti dal punto di rotazione, o fulcro, l’immagine sarà in equilibrio.
    Le immagini con equilibrio formale possono sembrare statiche e poco eccitanti; tuttavia, presentano un’aria di dignità.
    L’equilibrio formale non sempre significa che una foto ha l’altalena in prospettiva.
    Le forze o i pesi sono simmetrici.
    Quadri simmetrici, in cui entrambi presumibilmente sono approssimativamente uguali; ma i lati immaginari sono esattamente gli stessi, vengono prodotti solo quando il punto di rotazione è situato in profondità nello spazio dell’immagine.
    Generalmente viene creata una variazione dell’equilibrio simmetrico con la fotografia.

    Equilibrio asimmetrico o informale
    L’equilibrio asimmetrico, o informale, di solito è molto più interessante dell’equilibrio simmetrico.
    In equilibrio asimmetrico si presume che sia ancora presente il punto di perno centrale immaginario; tuttavia, al posto delle immagini speculari su ciascun lato dell’area dell’immagine, gli elementi del soggetto sono notevolmente diversi per dimensioni, forma, peso, tono e posizione.
    L’equilibrio è stabilito equalizzando le forze dell’elemento nonostante le loro differenze.
    L’equilibrio asimmetrico viene introdotto quando il peso presunto di due o più oggetti più leggeri è equalizzato da un singolo oggetto più pesante posto sull’altro lato del punto di articolazione immaginario.
    L’equilibrio asimmetrico è più difficile da ottenere rispetto all’equilibrio simmetrico, a causa del problema di stabilire valori di peso relativo per elementi dissimili all’interno dell’area dell’immagine e presentare qualche forma di stabilità.

    Aspetti di equilibrio
    Ci sono molti altri fattori da considerare per rendere equilibrate le immagini.
    Alcuni di questi sono i seguenti:
    Un oggetto lontano dal centro dell’immagine sembra avere più peso di uno vicino al centro.
    Gli oggetti nella parte superiore di un’immagine sembrano più pesanti di oggetti della stessa dimensione nella parte inferiore di un’immagine.
    L’isolamento sembra aumentare il peso di un oggetto.
    Gli oggetti molto interessanti sembrano avere più peso compositivo.
    Le forme regolari sembrano avere più peso rispetto alle forme irregolari.
    Gli elementi sul lato destro di un’immagine asimmetrica sembrano avere più peso rispetto agli elementi della stessa dimensione sul lato sinistro dell’immagine.
    Le direzioni in cui figure, linee e forme sembrano muoversi all’interno dell’area dell’immagine sono importanti per bilanciare; per esempio, una persona può camminare in una direzione, o i suoi occhi possono guardare in una direzione, o la forma di qualche elemento crea una sensazione di movimento.
    Quando la sensazione di direzione è presente all’interno di una scena, tende a sconvolgere l’equilibrio se giudicato sulla dimensione del soggetto da solo.

    Comprendere i fattori necessari per creare l’equilibrio pittorico è essenziale per produrre buone immagini.
    Per ottenere questa comprensione, puoi verificare continuamente l’equilibrio mentre guardi attraverso il mirino della fotocamera.
    Una volta acquisita una comprensione dei principi dell’equilibrio pittorico, ottenere un equilibrio nelle fotografie diventa un processo facile.