Ecco una serie di documentari realizzata da ARTE France che illustra l’avventura dell’arte fotografica, dalla sua nascita ai giorni nostri. Tra rigore scientifico, inventiva e bellezza visiva, una raccolta documentaria tanto ambiziosa quanto accessibile per scoprire ciò che si nasconde al di fuori dell’inquadratura. Tecniche d’animazione permettono di interrogare le fotografie stesse. “Svegliando„ così immagini fisse, il film mostra le scelte ed i casi che li disciplinano e gli elementi da cui derivano la loro forza. Lo spettatore scopre così il lavoro sull’inquadratura e la luce, i metodi di fotomontaggio e questa parte complessa che si gioca tra la fotografia, l’immaginario ed il reale.
Gli inventori
Come riprodurre, attraverso un’immagine, la realtà quando non si sa né disegnare, né dipingere?
Questo sogno richiederà vari tentativi prima di arrivare ad un’invenzione che catturerà un quadro preciso della realtà, utilizzando come unico mezzo la luce.
Realizzati tra 1820 e 1840, i lavori di Niepce, Talbot, Bayard e Daguerre rivoluzioneranno il nostro rapporto con la realtà.
I primitivi
In mezzo al XIX secolo, venticinque anni dopo la sua invenzione, la fotografia appare come una curiosità scientifica.
Ma tra 1850 e 1860, una decina di personalità, in Francia ed in Inghilterra, si batteranno per fare ammettere che la fotografia è un’arte.
Fra esse, Nadar, Gray, Baldus, Robison, Rejlander e Fenton furono i primi ad esplorare le possibilità della creazione fotografica e le sue relazioni con il reale.
Quest’episodio ci fa scoprire in modo ludico “i segreti di fabbricazione„ di questi pionieri che, in alcuni anni, hanno messo a fuoco una grammatica fotografica complessa.
Nuove visioni
“Il nuovo fotografo” fenomeno tipicamente europeo, il cui trionfale arrivo è annunciato dalla critica degli anni venti.
È il cugino dell’uomo nuovo che l’Europa spera di vedere nascere dalle ceneri del vecchio mondo, nel periodo successivo alla prima guerra mondiale.
Quest’avanguardia fotografica, spesso politicamente impegnata all’estrema sinistra è strettamente legata alla cultura urbana da cui ha origine: inquadrature dal basso verso l’alto, squilibri volontari della composizione dell’immagine, inquadrature insolite, deformazione ed altre scoperte esaltano soprattutto il dinamismo e la modernità delle macchine e delle città, attraverso Moholy-Nagy, Umbo, El Lissitzky et Rodtchenko.
Messe in scena
La storia della fotografia non cessa di oscillare tra due poli.
Da un lato, l’esplorazione del reale, al quale sembra naturalmente predestinata, dell’altro l’allestimento, l’invenzione, l’immaginario.
Durante la prima metà del xx° secolo, la fotografia è per lo più realistica.
Ma a partire dagli anni 60, “la messa in scena fotografica” ritorna in primo piano, sotto l’influenza del cinema, del teatro o della scultura.
Non si tratta più di osservare un momento di verità ma raccontare una storia.
Surrealisti
Si chiamano Man Ray, Dora Maar, Alvarez Bravo, Brassaï, André Kertesz, Henri Cartier-Bresson, sono fra i più grandi nomi della fotografia del xx° secolo.
Nessuno di loro fa parte del gruppo surrealista, ma, negli anni 30, le loro immagini incarneranno ciò che il surrealismo ha di più intenso, più di vivo…
Nuova oggettività
Nato nella Germania degli anni trenta, Bernd Becher e sua moglie Hilla si lanciano in un’impresa strana: fare l’inventario fotografico di edifici industriali destinati a scomparire.
Nello spazio di trenta anni, il Becher ed i suoi allievi hanno radicalmente trasformato la pratica fotografica attraverso quella che fu la Scuola di Düsseldorf, influendo la fotografia documentaristica per tutta la fine del xx° secolo.
Pittorealismo
La fotografia è un’arte o una semplice tecnica di riproduzione della realtà?
Il dibattito ricompare alla fine del 1880 con il movimento pittorialista, che respinge il realismo per una fotografia artistica ricercando la soggettività del disegno e della pittura.
La sua preferenza va ad argomenti storici, mitologici, religiosi, paesaggistici, nudi accademici.
Immagini trovate
La fotografia ha dato vita a una nuova memoria visiva, fatta di miliardi di immagini.
I fotografi se ne approprieranno e trasformeranno le immagini scattate rendendole l’argomento del loro lavoro.
Di fotomontaggi dadaisti allo stile audace di Sherrie Levine, il cui gesto artistico consisté nel firmare opere di Walker Evans, di August Sander e di Alexander Rodtchenko, tutta una corrente della fotografia si basa su un principio d’appropriazione.
Foto-giornalismo
Cartier-Bresson, Brassaï, Capa, Koudelka, Lange, Weegee, Smith, Avedon sono fra le figure più famose della fotografia del xx° secolo.
L’opera di questi fotografo-autori nasce a partire dagli anni trenta crescendo fino agli anni cinquanta con e per la stampa illustrata, la quale sta attraversando un periodo di forte espansione.
L’intimità
Fin dagli anni 1960, fotografi cercano di sfuggire alla vocazione “oggettiva” del loro mezzo.
Ma negli anni ottanta, alcuni fotografi spingeranno la fotografia intimista al limite del voyeurismo e della trasgressione, l’apparecchio diventa “taccuino” del quotidiano, strumento d’introspezione, diario.