
I colori delle cose…
Il modo in cui le tinte oggettivamente applicate su un supporto generano la percezione del colore è detto sintesi sottrattiva.
Ogni materia da noi conosciuto, ogni superficie, ogni oggetto, assorbono in maniera selettiva solo alcune lunghezze d’onda della luce e riflettono le restanti.
Il colore che vediamo cioè quello riflesso è quello che non viene assorbito dall’oggetto.
Il risultato della totale assorbimento dei colori di un oggetto restituisce a noi nessun colore quindi noi vedremo l’oggetto nero.
Più i pigmenti assorbono luce, più il colore è scuro, il nero corrisponde all’assorbimento dell’intero spettro luminoso.
Il bianco si origina dalla completa riflessione dello spettro e dunque non è un singolo colore bensì la sommatoria di tutti.
I colori base per generarli quasi tutti sono il Ciano (Cyan), Magenta (Magenta), Giallo (Yellow), deriva la sigla CMY.
La stampa si basa sull’uso degli inchiostri dei tre colori primari sottrattivi, a questi si aggiunge il nero (black K) per migliorare la profondità dei toni trasformandola in CMYK.
L’espediente grafico per farlo è rappresentato dai retini da stampa.
Nella sintesi sottrattiva sommando più colori si ottiene un colore più scuro.
Con tutti i colori al massimo della luminosità si ottiene appunto il bianco (Valore 0).
Ponendo viceversa la luminosità a zero si ha il nero (Valore 100).






