Il calendario 2024

Anche quest’anno ho pensato di realizzare un calendario e rendere disponibile il layout in PSD cosi da permettervi di fare il vostro calendario personalizzato.
È un classico calendario diviso in tredici pagine in formato A4 (un mese per ogni cartella più la copertina) . Troverete riportati tutti i giorni con relativi santi, le festività italiane (giorni festivi e non lavorativi in Italia) e le fasi lunari e un piccolo spazio per ogni giorno per brevi appunti.
Questo calendario può essere stampato su qualunque stampante, colori o bianco e nero e su qualunque tipo di carta, può essere stampato anche in A3.
Il file è a livelli quindi modificabile,  ogni cartella contiene un mese: testo, calendario e foto che metterete voi, la risoluzione fotografica è 400dpi, il profilo colore è sRGB.
Quest’anno potrete anche scegliere tra quello con le festività verdi oppure rosse.
Per scaricarlo una volta entrati in Mega andate sull’immagine, cliccare sul Soggetto che avete scelto > Tasto destro del mouse > Scarica > Download Standard.

Qui il link al calendario.

Il punto di vista

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Parliamo del punto di vista, dell’angolo di ripresa, dell’ampiezza di ripresa e dell’angolo Olandese…

Il punto di vista “è la posizione della fotocamera in relazione al soggetto”.
L’angolo di ripresa “è l’angolo in cui l’obiettivo della fotocamera è inclinato”.
Il campo di un’inquadratura “è l’ampiezza di ciò che viene ripreso”.

La modifica del punto di vista e dell’angolo della fotocamera, sono due semplici modi per controllare e variare la composizione.
Fotografare da un diverso punto di vista, fà emergere aspetti insoliti di un soggetto, quindi potendo, giriamogli intorno e guardiamolo da più punti possibili.
I soggetti sono quasi sempre tridimensionali, per valorizzarne le forme è necessario fotografarli tendenzialmente da un angolo (destra/sinistra o alto/basso) che consenta allo spettatore di vedere più di un lato/carattere del soggetto.

Punto di vista e angolo di ripresa orizzontale – Scattare a livello degli occhi (Eye Level)
Questo tipo di scatto è consigliabile per i ritratti dal mezzo busto al dettaglio.
Con la fotocamera tenuta orizzontale, gli occhi del fotografo devono essere paralleli a quelli della persona ritratta.
Attenzione che questa posizione se non studiata bene, ha poco effetto psicologico sullo spettatore e ha un basso potere drammatico.
Questo tipo di scatto è adatto a fotografare le persone in posizione ravvicinata, rubando i termini dalla cinematografia si avrà una serie di “Piani”:
> Medium Close-Up > Dove si inquadrerà il soggetto dalla testa al petto.
> Close-Up > Dove si riempirà lo scatto come la testa di una persona.
> Choker > Dove si inquadrerà il volto del soggetto da sopra le sopracciglia a sotto la bocca.
> l’Extreme Close Up > Dove si inquadrerà una piccola area o dettaglio del soggetto.
> L’Extreme Close Up (Italian Shot) > Inquadratura degli occhi, prende il nome dai film di Sergio Leone.
Quindi questo modo di fotografare considerando il punto di vista alto non sarà adatto a scattare le persone per intero, perché produrrà un effetto di schiacciamento dell’immagine, ingrandendo la testa e incassando il corpo, producendo anche un effetto psicologico che ridurrà al minimo la forza apparente e lo può far sembrare più debole e vulnerabile.

Punto di vista e angolo di ripresa dal basso verso l’alto
Questo tipo di scatto è consigliabile per immagini di persone intere.
Una bassa angolazione si ottiene quando l’angolazione della fotocamera si trova sotto il livello del punto di interesse e rivolta verso l’alto.
Questa posizione ha come caratteristica di slanciare, aggiunge enfasi e interesse, dare forza e dramma, ma anche a rendere più appariscente o minaccioso il soggetto, quindi è il modo più adatto per fare belle immagini e uscire dallo stereotipo delle fotografie ordinarie.
Più scendiamo verso la base del soggetto, più psicologicamente l’effetto sarà forte e potente.
Cosi facendo inquadrerai anche meglio il soggetto, evitando di essere distratti da sfondi confusi ed elementi che infastidiscono la visione.
Esiste anche un tipo di scatto da terra (Worm’s-eye), che ha lo scopo di dare allo spettatore il punto di vista di un bambino o di un animale.

Punto di vista e angolo di ripresa dall’alto verso il basso
Questo è uno scatto in cui la fotocamera è fisicamente più alta del soggetto e sta guardando il soggetto.
L’inquadratura dall’alto può far sembrare il soggetto piccolo, debole e vulnerabile, questo tipo di ripresa può trasmettere diversi tipi di stati d’animo e tensioni.
Punti di vista e angoli di ripresa elevati aiutano ad orientare lo spettatore, poiché mostrano le relazioni tra tutti gli elementi all’interno dell’area dell’immagine.

Gli scatti a volo d’uccello o vista aerea
La vista a volo d’uccello, tende a implicare un punto di vista più elevato rispetto al punto di ripresa alto.
Il termine vista aerea può riferirsi a qualsiasi vista da una grande altezza, come ad esempio quando si guarda lateralmente da una finestra di un aeroplano.
Uno scatto a volo di uccello si riferisce a uno scatto che guarda direttamente in basso sul soggetto.
La prospettiva è molto ridotta, facendo apparire il soggetto breve e tozzo.
Questo scatto può essere utilizzato per dare una ripresa generale di una scena, o per enfatizzare la piccolezza o l’insignificanza dei soggetti o per contestualizzare dove si trova il personaggio.

Angolo olandese
L’angolo olandese, noto anche come angolo inclinato o angolo obliquo, è un tipo di inquadratura che comporta l’inclinazione della fotocamera composta in modo che la linea dell’orizzonte non sia parallela ai bordi del fotogramma della fotocamera.
Questo produce un punto di vista simile a inclinare la testa di lato.
Un’inclinazione olandese modifica le linee orizzontali e verticali in diagonali e crea una composizione più dinamica.
L’angolo olandese è una tecnica usata spesso per ritrarre disagio psicologico, tensione nel soggetto, agitazione così da disorientare per lo spettatore.
Ha avuto origine nella prima guerra mondiale, nella scena cinematografica tedesca (movimento espressionista tedesco).
Il nome in tedesco era spesso confuso con la parola simile in olandese che da ora il nome del termine.

Il campo di un’inquadratura (ampiezza di ripresa)
Ossia il soggetto e l’ambiente che lo circonda.
Tutto dipende dalla distanza tra la macchina fotografica, il tipo di obiettivo e il soggetto inquadrato.
In cinematografia l’ampiezza del punto di ripresa viene distinto tra la percentuale del soggetto e dell’ambiente inquadrato.
Vengono nominati “Campi” quando è più presente l’ambiente, invece “Piani” quando è il soggetto a prevalere.
Per comodità trovo interessante usare questi termini anche per la fotografia.
Ecco la nomenclatura dei tipi base di inquadrature cine/fotografiche:
> Medium Shot > Un scatto da questa posizione incornicia il soggetto dalla vita in sù e mostra una parte dell’ambiente circostante.
> Cowboy Shot (American Shot) > Una variante di un Medium Shot, prende il nome dai film western che inquadrano il soggetto da metà coscia in sù (inquadratura delle pistole).
> Medium Full Shot (3/4 Shot) > Intermedio tra Medium Shot e Full Shot, mostra il soggetto dalle ginocchia in sù, dove il soggetto è ancora dominante nello scatto.
> Full Shot > Soggetto e ambiente hanno la stessa importanza (peso 50/50) nell’inquadratura.
> Extreme Long Shot (Wide Wide Shot) > Ci sono scatti lunghi estremi che sono estremamente lontani dal soggetto e potrebbero non mostrare nemmeno una persona.
Questi sono di solito fatti in un angolo alto in modo che lo spettatore possa guardare in basso su un’ambientazione o scena.
Gli scatti estremi sono usati dal punto di vista narrativo per mostrare allo spettatore l’ambientazione.
Più il soggetto è lontano dalla fotocamera, più è importante la sua relazione con l’ambiente circostante.
Scatti in cui la distanza rende illeggibili le espressioni facciali tendono a stabilire i luoghi dell’azione a venire.

 

La semplicità

SemplicitaLa semplicità è la chiave per le immagini più belle.
Più semplice e diretta è un’immagine, più chiara e forte è l’affermazione risultante.
Ci sono molte cose da considerare quando discutiamo della semplicità.
Per prima cosa, seleziona un argomento che si presta a un accordo semplice; per esempio, invece di fotografare un’intera area che confonderebbe l’osservatore, inquadra alcuni elementi importanti all’interno dell’area stessa.
In secondo luogo, seleziona diversi punti di vista o angoli di ripresa.
Spostati sulla scena o sull’oggetto fotografato.
Guarda la scena attraverso il mirino della fotocamera.
Guarda il primo piano e lo sfondo.
Prova angoli alti e bassi così come i normali punti di vista a livello degli occhi.
Guarda oltre e davanti al tuo soggetto.
Assicurati che non vi sia nulla sullo sfondo che distolga l’attenzione dello spettatore dal punto principale dell’immagine.
Allo stesso modo, controlla che non ci sia nulla in primo piano per blocchi l’ingresso dell’occhio umano nella foto.
Un ultimo punto di semplicità: raccontare solo una storia.
Assicurati che ci sia materiale nell’immagine per trasmettere una singola idea.
Sebbene ogni immagine sia composta da numerose piccole parti e elementi contribuenti, nessuna dovrebbe attirare più l’attenzione dello spettatore rispetto all’oggetto primario dell’immagine.
L’oggetto principale è la ragione per cui l’immagine viene creata in primo luogo; quindi, tutti gli altri elementi dovrebbero semplicemente supportare ed enfatizzare l’oggetto principale.
Non permettere che la scena sia ingombra di elementi e linee che confondono il punto principale dell’immagine.
Seleziona un punto di vista che elimina le distrazioni in modo che il soggetto principale sia prontamente riconosciuto.
Quando numerose forme sono in competizione con il soggetto, è difficile riconoscere l’oggetto primario o determinare il motivo per cui è stata creata l’immagine.
Solo dopo aver considerato tutte queste possibilità inizia pure a scattare.

La posizione del soggetto

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La composizione fotografica è un aspetto fondamentale nell’arte della fotografia, poiché influenza notevolmente l’aspetto e l’effetto emotivo di un’immagine. Due principi chiave che guidano una composizione efficace sono la regola dei terzi e la simmetria dinamica. Un ulteriore approccio avanzato che può essere integrato è la Spirale d’Oro, basata sulla proporzione matematica della sequenza di Fibonacci.

Regola dei Terzi:
La regola dei terzi è un principio fondamentale nella composizione fotografica che aiuta a creare immagini più equilibrate e visivamente interessanti. L’idea di base è di dividere l’immagine in nove parti uguali, tracciando due linee orizzontali e due linee verticali immaginarie, creando così quattro punti di intersezione.

Ecco come funziona la regola dei terzi:

  1. Griglia dei Terzi:
    • Immagina due linee orizzontali uguali che dividono l’immagine in tre parti verticali.
    • Poi, immagina due linee verticali uguali che dividono l’immagine in tre parti orizzontali.
    • In questo modo, ottieni una griglia di nove riquadri.
  2. Posizionamento del Soggetto:
    • Invece di posizionare il soggetto principale esattamente al centro dell’immagine, cerca di collocarlo lungo una delle linee orizzontali o verticali della griglia, o meglio ancora, in corrispondenza di una delle intersezioni.
    • I quattro punti di intersezione sono considerati punti di forza visiva e spesso sono ideali per posizionare il soggetto principale.
  3. Bilanciamento e Dinamicità:
    • La regola dei terzi aiuta a creare un senso di equilibrio nella composizione, evitando la staticità che può derivare dal posizionare il soggetto esattamente al centro.
    • Inoltre, permette di giocare con gli elementi dell’immagine, aggiungendo dinamicità e movimento attraverso l’uso della griglia.
  4. Paesaggi e Elementi Orizzontali:
    • Quando si fotografano paesaggi, molte volte si posiziona l’orizzonte lungo una delle linee orizzontali della griglia. Ad esempio, se il cielo è particolarmente interessante, il punto in cui il cielo incontra la terra potrebbe essere allineato lungo una delle linee orizzontali superiori o inferiori.
  5. Consistenza nell’Utilizzo:
    • Sebbene la regola dei terzi non sia una legge fissa, può essere un utile punto di partenza per la composizione. Puoi sperimentare e adattare il tuo approccio in base al soggetto e al messaggio che vuoi trasmettere.

In breve, la regola dei terzi è uno strumento guida che può migliorare notevolmente la composizione delle tue fotografie, rendendole più bilanciate e interessanti visivamente.

Simmetria Dinamica:
La “simmetria dinamica” è un concetto di composizione fotografica che coinvolge la creazione di una sensazione di equilibrio attraverso l’uso di linee e forme dinamiche. Questo principio aggiunge un elemento di movimento e interesse visivo alle immagini. Ecco una spiegazione più dettagliata della simmetria dinamica in fotografia:

  1. Linee Dinamiche:
    • Inizia immaginando o cercando linee dinamiche all’interno della scena. Queste potrebbero essere linee diagonali, curve o qualsiasi elemento che suggerisca un movimento o una direzione.
  2. Diagonali e Punti di Intersezione:
    • Disegna mentalmente o individua linee diagonali che attraversano l’immagine da un angolo all’altro.
    • Successivamente, traccia una seconda linea perpendicolare alla prima, creando intersezioni. Questi punti di intersezione saranno le posizioni ideali per il centro di interesse.
  3. Posizionamento del Soggetto:
    • Posiziona il soggetto principale o il punto di interesse lungo una di queste linee diagonali o, ancor meglio, in corrispondenza di una delle intersezioni. Questo aggiunge dinamicità e rende l’immagine più coinvolgente.
  4. Equilibrio e Movimento:
    • La simmetria dinamica cerca di bilanciare la composizione creando una sorta di “simmetria” attraverso l’uso di linee direzionali e posizionando il soggetto principale in una posizione che contribuisca al flusso o al movimento generale dell’immagine.
  5. Applicazione a Diverse Scene:
    • Questo principio può essere applicato a vari tipi di scene, sia che tu stia fotografando architetture, paesaggi o ritratti. Ad esempio, una strada che si snoda in diagonale attraverso un’immagine o un fiume curvo potrebbero essere elementi di simmetria dinamica.
  6. Espressione di Energia:
    • La simmetria dinamica può esprimere un senso di energia, movimento e vitalità nella tua fotografia. Rende l’immagine più interessante e contribuisce alla narrazione visiva.

In sintesi, la simmetria dinamica in fotografia cerca di sfruttare le linee e le forme dinamiche per creare un senso di equilibrio e movimento all’interno dell’immagine. Esperimentare con questo principio può portare a composizioni più dinamiche e visivamente coinvolgenti.

Spirale d’Oro:
La Spirale d’Oro, o Spirale di Fibonacci, è un concetto matematico e estetico che può essere applicato alla composizione fotografica per creare immagini visivamente armoniose e interessanti. Questa spirale è basata sulla sequenza di Fibonacci, in cui ogni numero è la somma dei due numeri precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, ecc.).

Ecco come applicare la Spirale d’Oro in fotografia:

  1. Immagine nella Sequenza di Fibonacci:
    • Immagina una sequenza di Fibonacci sulla tua immagine. Questa sequenza può essere rappresentata da una spirale, con curve che si sviluppano secondo i numeri della sequenza.
  2. Posizionamento del Soggetto o degli Elementi Chiave:
    • Colloca il tuo soggetto principale o gli elementi chiave lungo la spirale di Fibonacci. Questo può essere il punto in cui la spirale inizia o termina o in qualsiasi punto lungo il suo percorso.
  3. Flusso Naturale dell’Osservatore:
    • La Spirale d’Oro è progettata per guidare l’occhio dell’osservatore in modo naturale attraverso l’immagine. Il flusso della spirale crea un percorso che porta l’attenzione a vari elementi, dando dinamismo e ordine alla composizione.
  4. Applicazione a Diverse Scene:
    • La Spirale d’Oro può essere applicata a una varietà di scene, sia che tu stia fotografando paesaggi, ritratti o architetture. Ad esempio, una conchiglia, un fiore o una spirale di edifici possono seguire la Spirale d’Oro.
  5. Rapporti di Proporzione:
    • Oltre alla spirale, i rapporti di proporzione derivati dalla sequenza di Fibonacci, come il rapporto aureo (1,618), possono essere utilizzati per determinare le dimensioni e le proporzioni degli elementi all’interno dell’immagine.
  6. Espressione di Armonia:
    • L’applicazione della Spirale d’Oro mira a creare un senso di armonia e bilanciamento all’interno dell’immagine, contribuendo a rendere l’esperienza visiva più piacevole ed esteticamente appagante.

È importante notare che la Spirale d’Oro è una guida e un concetto estetico, non una regola rigida. La creatività e la sensibilità del fotografo sono fondamentali nell’applicare questo principio in modo efficace. Sperimentare con la Spirale d’Oro può portare a risultati sorprendenti e contribuire a una composizione più ricca e dinamica.

Sperimentare con queste tecniche, eventualmente combinandole, offre ai fotografi un’ampia gamma di opzioni creative. La chiave è trovare un equilibrio tra queste linee guida e la propria interpretazione personale, poiché la fotografia è anche un’arte soggettiva che consente una vasta espressione individuale. In definitiva, la composizione è uno strumento potente per comunicare emozioni e storie attraverso le immagini.

Staticità e Dinamismo

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La staticità e il dinamismo sono due elementi importanti nella fotografia che possono essere utilizzati per creare immagini che trasmettono emozioni diverse e comunicano messaggi diversi.

STATICITA’
La staticità nella fotografia si riferisce alla sensazione di quiete, stabilità e immobilità che un’immagine può trasmettere. Questo effetto viene creato attraverso l’uso di composizioni equilibrate, linee orizzontali e verticali, colori neutri e dalla mancanza di movimento nella scena.

Le fotografie statiche possono essere utilizzate per comunicare una vasta gamma di emozioni e sensazioni, a seconda del soggetto e del contesto in cui vengono scattate. Ad esempio, le immagini statiche possono essere utilizzate per trasmettere una sensazione di calma, di solennità o di serenità. Un esempio di immagine statica potrebbe essere un paesaggio con un orizzonte orizzontale, alberi o montagne simmetriche e una colorazione tranquilla e uniforme.

Inoltre, la staticità può essere utilizzata per enfatizzare un soggetto specifico, come un oggetto inanimato o una persona in posa. Questo tipo di fotografia è spesso utilizzato in ritratti formali o fotografie di oggetti d’arte.

Un altro elemento che contribuisce alla staticità in una fotografia è la profondità di campo. Quando si utilizza una profondità di campo ampia, l’immagine appare nitida su tutta la sua superficie, senza sfocature o zone di confusione. Questo effetto può contribuire a creare una sensazione di staticità, in quanto l’immagine sembra essere congelata e immobile.

In generale, la staticità nella fotografia è un elemento importante per creare immagini che siano equilibrate e serenate, ed è spesso utilizzata in situazioni in cui l’intento del fotografo è quello di creare un’immagine che trasmetta tranquillità e serenità.

DINAMISMO
Il dinamismo nella fotografia si riferisce alla sensazione di movimento, energia e azione che un’immagine può trasmettere. Questo effetto può essere creato attraverso l’uso di linee diagonali, colori vivaci e contrastanti, tecniche come la lunga esposizione per creare un effetto di mosso o di sfocato, o dall’uso di elementi che suggeriscono un movimento nella scena.

Le fotografie dinamiche possono essere utilizzate per comunicare una vasta gamma di emozioni e sensazioni, a seconda del soggetto e del contesto in cui vengono scattate. Ad esempio, le immagini dinamiche possono essere utilizzate per trasmettere una sensazione di movimento, di azione o di tensione. Un esempio di immagine dinamica potrebbe essere una fotografia di un atleta in azione, un’auto che corre ad alta velocità o una scena di un concerto pieno di energia.

Inoltre, il dinamismo può essere utilizzato per creare una sensazione di profondità nella fotografia. Quando si utilizza una profondità di campo stretta, l’immagine presenta aree sfocate che suggeriscono una sensazione di movimento. Ciò può creare una sensazione di dinamismo e di profondità nella fotografia.

Un’altra tecnica utilizzata per creare dinamismo nella fotografia è l’uso di prospettiva. La fotografia di un soggetto da una prospettiva inusuale può creare una sensazione di movimento e di profondità nella fotografia, contribuendo a creare un’immagine dinamica e coinvolgente.

In generale, il dinamismo nella fotografia è un elemento importante per creare immagini che siano coinvolgenti ed energiche, ed è spesso utilizzato in situazioni in cui l’intento del fotografo è quello di creare un’immagine che trasmetta energia, movimento e azione.

Sia la staticità che il dinamismo possono essere utilizzati per creare immagini che comunicano un’ampia gamma di emozioni e sensazioni. La scelta tra i due dipende dall’intento del fotografo e dal messaggio che vuole trasmettere attraverso la propria immagine. Inoltre, molti fotografi utilizzano una combinazione di elementi statici e dinamici nella loro fotografia per creare immagini che siano equilibrate e al tempo stesso coinvolgenti.

Immagine astratta e figurativa

La fotografia figurativa e quella astratta rappresentano due approcci artistici distinti nella fotografia, ognuno con caratteristiche e obiettivi specifici:

Fotografia Figurativa:

1. Rappresentazione del Mondo Reale: La fotografia figurativa cattura soggetti riconoscibili e familiari dal mondo reale. Questi soggetti possono essere persone, paesaggi, oggetti o qualsiasi altra cosa che sia facilmente identificabile senza interpretazioni estreme.

2. Obiettivo Descrittivo: L’obiettivo principale della fotografia figurativa è rappresentare accuratamente e dettagliatamente il soggetto. Gli elementi come la nitidezza, il dettaglio e la resa realistica sono enfatizzati. L’intento è comunicare in modo chiaro e preciso cosa c’è nella scena.

3. Focalizzata sulla Realtà: Questo tipo di fotografia cattura momenti della vita quotidiana, paesaggi naturali, eventi e situazioni come appaiono nella realtà. La composizione e la tecnica sono utilizzate per enfatizzare la bellezza e l’interesse degli oggetti o delle persone nel mondo reale.

Fotografia Astratta:

1. Espressione Creativa e Concettuale: La fotografia astratta si allontana dalla rappresentazione letterale del mondo reale. Invece di oggetti riconoscibili, la fotografia astratta si concentra sull’espressione creativa attraverso forme, colori, linee, texture e modelli. L’obiettivo è creare un’immagine che evoca un’emozione o un pensiero, spesso lasciando spazio all’interpretazione personale dello spettatore.

2. Astrazione dal Contesto: Nella fotografia astratta, gli oggetti possono essere fotografati in modo da renderli irriconoscibili, o le immagini possono essere create attraverso la manipolazione digitale o altre tecniche sperimentali. Questo processo estrae gli oggetti dal loro contesto originale, enfatizzando invece gli aspetti visivi e concettuali.

3. Libertà Creativa: La fotografia astratta offre una vasta gamma di libertà creativa. I fotografi possono sperimentare con la messa a fuoco, la sovraesposizione, il movimento della macchina fotografica e altre tecniche per creare immagini che sfidano le aspettative visive e stimolano la fantasia dello spettatore.

In sintesi, mentre la fotografia figurativa si basa sulla rappresentazione realistica e dettagliata del mondo circostante, la fotografia astratta si libera dalle limitazioni della realtà e si concentra sull’espressione creativa e concettuale attraverso forme e colori. Entrambi gli approcci hanno il loro valore artistico e possono comunicare emozioni e idee in modi unici.

Evidenziare lo spazio

La creazione di un senso di profondità in una fotografia è un aspetto cruciale per rendere l’immagine più coinvolgente e realistica. Per farlo, possiamo sfruttare diversi indici visivi che suggeriscono la profondità all’osservatore. Ecco come questi indici funzionano:

  1. Variazione delle Grandezze: L’indicatore più intuitivo di profondità è la variazione delle dimensioni degli oggetti in un’immagine. Gli oggetti più vicini all’osservatore appariranno più grandi, mentre quelli più lontani sembreranno più piccoli. Questo principio è chiamato sovraimpressione relativa alle dimensioni. Quando gli oggetti si riducono in dimensioni con la distanza, il nostro cervello interpreta ciò come un suggerimento di profondità.
  2. Sovrapposizione: Sovrapporre elementi è un modo efficace per suggerire profondità. Quando un oggetto copre in parte un altro, il nostro cervello interpreta l’oggetto sovrapposto come più vicino e quello coperto come più lontano. Questa sovrapposizione crea una gerarchia visiva che comunica la profondità.
  3. Disposizione in Diagonale: Disporre elementi lungo una diagonale o una linea inclinata può suggerire profondità. Gli oggetti che seguono una diagonale appaiono come se si estendessero nello spazio, creando un senso di profondità prospettica.
  4. Variazione del Colore: La luce e l’atmosfera influenzano il colore degli oggetti in lontananza. Gli oggetti vicini spesso appaiono con colori più saturi e definiti, mentre quelli lontani tendono a sbiadire in colori più tenui o tonalità più fredde. Questa variazione di colore suggerisce profondità, poiché il nostro cervello associa colori più chiari e vividi alla vicinanza e colori più smorzati alla lontananza.
  5. Variazione dei Dettagli: Gli oggetti vicini possono avere dettagli più definiti e chiari, mentre quelli lontani mostrano dettagli meno definiti o persino sfocati. Questa variazione dei dettagli, nota come prospettiva aerea, indica la profondità, poiché gli oggetti più lontani sembrano essere offuscati dall’atmosfera interposta tra l’osservatore e l’oggetto.

In pratica, combinare questi indici di profondità in una composizione può rendere l’immagine più interessante e coinvolgente. Ad esempio, potresti sovrapporre oggetti di diverse dimensioni lungo una diagonale, sfruttando una variazione di colore per suggerire la profondità e rendere gli oggetti lontani meno definiti in termini di dettagli. Questo approccio mette in risalto la profondità in modo evidente e rende la tua fotografia visivamente accattivante.

Se vogliamo che le nostre foto abbiano senso di profondità, possiamo mettere in evidenza la prospettiva:

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Prospettiva frontale
la linea d’orizzonte (LO), immaginaria, rappresenta l’altezza degli occhi dell’osservatore. Possiamo vedere dal basso, dall’alto…
Il punto di fuga (PF), sulla LO, è il punto dove vediamo convergere tutte le linee che vanno in profondità.
L’oggetto, l’edificio, il locale sono visti frontalmente, hanno una “faccia” di fronte all’osservatore.

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Prospettiva angolare o accidentale.
la linea d’orizzonte (LO), immaginaria, rappresenta l’altezza degli occhi dell’osservatore. Possiamo vedere dal basso, dall’alto…
Il punto di fuga (PF), sulla LO, è il punto dove vediamo convergere tutte le linee che vanno in profondità.
L’ oggetto, l’edificio, il locale sono posti con un “angolo” di fronte all’osservatore.

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Peso ed Equilibrio

Il peso di una composizione può essere collocato al centro, in alto, in basso, di lato, può essere distribuito sulla superficie o bilanciato.
Esso è determinato dalla grandezza, dalla posizione, dal numero, dalla forma degli elementi e dal loro colore.
Una superficie grande pesa più di una piccola, pesano di più i colori in contrasto con lo sfondo; i colori caldi pesano più di quelli freddi, pesa maggiormente il punto della superficie in cui è raccolto il maggior numero di elementi.

Nella percezione visiva, i fattori che accentuano il peso sono anche l’isolamento e la forma.

La collocazione del peso è molto importante in quanto determina l’effetto di stabilità ed equilibrio di una composizione.

Una composizione dà sensazione di stabilità e equilibrio se il peso è collocato al centro, in basso o se risulta distribuito. Una composizione non dà sensazione di stabilità e equilibrio se il peso è collocato in alto o di lato. In generale il nostro occhio ricerca l’equilibrio, ma anche una composizione del tutto instabile e “squilibrata” può risultare validissima.8_quadri.jpg

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Quando una composizione con il peso in basso ha una struttura simmetrica essa risulta, oltre che stabile, anche in equilibrio perché rispetto ad un asse verticale il peso appare ugualmente distribuito sulle due parti. Quando una composizione ha una struttura asimmetrica, si può ottenere l’equilibrio bilanciando il peso nelle sue varie parti.

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Osserva prima di queste due figure: la retta verticale è decisamente spostata a sinistra; tutti i rettangoli sembra che sì sostengano l’uno con l’altro e ognuno ha una dimensione diversa dagli altri. Il peso della composizione diminuisce gradualmente verso l’alto con un effetto di stabilità e di equilibrio. Ora guarda la seconda figura: la verticale sì trova in posizione tale da suscitare quasi ln necessità di spostarla verso il centro, come a correggere l’equilibrio dell’insieme. I rettangoli quasi quadrati da cui è for­mata lasciano l’occhio incerto sulle loro misure (sono uguali o diversi tra loro?) Potremmo modificare indifferentemente le dimensioni dell’uno o dell’altro per aumentare o diminuire il peso, e raggiungere così un equilibrio compositivo. Se noi proviamo invece a cambiare la struttura della prima figura, cioè a modificare la dimensione e la forma delle sue parti (cioè loro peso), la figura perde­rebbe il suo equilibrio. Tale cambiamento modificherebbe quindi li significato espressivo della composizione.

La stereoscopia

La visione binoculare, anche detta visione stereoscopica o stereopsi o stereopsia, è una caratteristica del sistema visivo, propria di alcune specie animali, quali l’essere umano.
Questa avviene in genere per un campo ristretto rispetto alla normale visione bioculare, e proprio quando entrambi gli occhi partecipano alla visione dello stesso soggetto o della stessa area di campo. Ovvero, quando la parte del singolo campo visivo monoculare dell’occhio destro, può andarsi a sommare alla stessa parte visibile anche dal singolo campo visivo monoculare dell’occhio sinistro, formando appunto una immagine binoculare.

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La visione binoculare, è la parte utilizzata per la maggior parte del tempo durante l’osservazione attenta, aprossimabile mediamente una finestra di forma ellittica.
Il campo visivo si estende per ogni occhio per oltre 90° dal lato temporale, 60° dal lato nasale e circa 70° tra la parte superiore e inferiore.
L’acutezza visiva totale della visione binoculare, risulta decisamente maggiore rispetto alla visione monoculare, ovvero più del doppio.

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La fovea è una regione centrale della retina di massima acutezza visiva.
È un avvallamento di forma circolare nella retina, di circa 1,5 mm di diametro.
Qui c’è la massima concentrazione dei coni (ma soltanto quelli che permettono la visione del rosso e del verde), mentre sono del tutto assenti i bastoncelli.
La fovea è l’unico elemento retinico che ha il potere di localizzare gli oggetti al centro del campo visivo. I punti fuori dalla fovea localizzano gli oggetti a destra, a sinistra, in alto e in basso rispetto al centro del campo visivo.
La percezione binoculare si verifica perché le due fovee fissano nel medesimo istante un oggetto, così le immagini vengono fuse in un’unica impressione sensoriale a livello corticale.

La luce visibile

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La luce è una radiazione elettromagnetica all’interno di una determinata porzione dello spettro elettromagnetico.
Il termine di solito si riferisce alla luce visibile, che è la porzione dello spettro che può essere percepita dall’occhio umano.
La luce visibile è generalmente definita come avente lunghezze d’ onda nell’intervallo 400–700 nanometri (nm), tra l’ infrarosso (con lunghezze d’onda più lunghe) e l’ ultravioletto (con lunghezze d’onda più brevi).

Le proprietà primarie della luce visibile sono intensità, direzione di propagazione, spettro di frequenza o lunghezza d’onda e polarizzazione, mentre la sua velocità nel vuoto, 299.792.458 metri al secondo, è una delle costanti fondamentali della natura.

In fisica, il termine luce a volte si riferisce alla radiazione elettromagnetica di qualsiasi lunghezza d’onda, sia visibile che no.
Come tutti i tipi di radiazione EM o EMR, la luce visibile si propaga come onde.
Generalmente, la radiazione EM, è classificata in base alla lunghezza d’onda in onde radio , microonde , infrarossi , lo spettro visibile che percepiamo come luce, raggi ultravioletti , raggi X e raggi gamma.
L’EM nella regione della luce visibile è costituito da quanti (chiamati fotoni).

Al di sopra della gamma di luce visibile, la luce ultravioletta diventa invisibile agli esseri umani, principalmente perché viene assorbita dalla cornea al di sotto di 360 nm.
Inoltre, le aste e i coni situati nella retina dell’occhio umano non sono in grado di rilevare le lunghezze d’onda ultraviolette molto brevi (inferiori a 360 nm) e sono infatti danneggiate dall’ultravioletto.

Varie fonti definiscono la luce visibile da 420-680 nm a 380-800 nm. In condizioni ideali di laboratorio, le persone possono vedere gli infrarossi fino ad almeno 1050 nm; bambini e giovani adulti possono percepire lunghezze d’onda ultraviolette fino a circa 310–313 nm.