La visione binoculare, anche detta visione stereoscopica o stereopsi o stereopsia, è una caratteristica del sistema visivo, propria di alcune specie animali, quali l’essere umano.
Questa avviene in genere per un campo ristretto rispetto alla normale visione bioculare, e proprio quando entrambi gli occhi partecipano alla visione dello stesso soggetto o della stessa area di campo. Ovvero, quando la parte del singolo campo visivo monoculare dell’occhio destro, può andarsi a sommare alla stessa parte visibile anche dal singolo campo visivo monoculare dell’occhio sinistro, formando appunto una immagine binoculare.

La visione binoculare, è la parte utilizzata per la maggior parte del tempo durante l’osservazione attenta, aprossimabile mediamente una finestra di forma ellittica.
Il campo visivo si estende per ogni occhio per oltre 90° dal lato temporale, 60° dal lato nasale e circa 70° tra la parte superiore e inferiore.
L’acutezza visiva totale della visione binoculare, risulta decisamente maggiore rispetto alla visione monoculare, ovvero più del doppio.

La fovea è una regione centrale della retina di massima acutezza visiva.
È un avvallamento di forma circolare nella retina, di circa 1,5 mm di diametro.
Qui c’è la massima concentrazione dei coni (ma soltanto quelli che permettono la visione del rosso e del verde), mentre sono del tutto assenti i bastoncelli.
La fovea è l’unico elemento retinico che ha il potere di localizzare gli oggetti al centro del campo visivo. I punti fuori dalla fovea localizzano gli oggetti a destra, a sinistra, in alto e in basso rispetto al centro del campo visivo.
La percezione binoculare si verifica perché le due fovee fissano nel medesimo istante un oggetto, così le immagini vengono fuse in un’unica impressione sensoriale a livello corticale.
