Ecco il secondo esercizio con sei immagini da modificare, questi sono tutti file RAW. Clicca due volte su tutti e sei insieme e aprili in camera Raw. Modifica > Auto. Se funziona l’immagine verrà migliorata automaticamente. Altrimenti solo nel primo menu Base, fai altre correzioni senza esagerare. Tendenzialmente non toccare i colori e le saturazioni. Per quanto riguarda i Dettagli in generale non toccare niente a meno che non ci siano dei problemi di grana. Ricordati sempre di andare in Ottica e flaggare le aberrazioni cromatiche e la correzione lente. Selezionali tutti, vai in alto a destra dove c’è una freccia dentro una vaschetta apri l’interfaccia di salvataggio. Salvali in formato Jpeg, massima qualità. Tutte queste cose poi le vedremo insieme.
Per scaricare le immagini clicca >> QUI <<. Dopo che le avrai modificate, per distinguerle dalle altre risalvale col tuo cognome davanti. Es: Rossi_Naviglio_01.jpg in formato Jpeg. Apri il server con la mail e la password, cerca la cartella _ESERCIZI, entra, apri la cartella 03_RAW e copia dentro le tue immagini.
Ecco il terzo esercizio con due immagini da modificare. Questi sono due file RAW, aprirai Camera Raw. Clicca su Modifica > Auto (così bilanciamo automaticamente luminosità, contrasto e colore). Vai su Ottica, seleziona: (Rimuovi aberrazione cromatica) e (Usa correzione di profilo). Vai su Geometria, seleziona: la casella con nove quadretti. Poi aprila in Photoshop. In Photoshop mettiamo le guide e controlliamo se la distorsione è corretta, se non lo è cerchiamo di migliorarla. Selezioniamo le parti trasparenti con la bacchetta magica. Andiamo sul menù: Selezione > Modifica > Espandi, diamo 5 punti di espansione. Andiamo sul menù: Modifica > Riempi in base al contenuto. Salviamo il risultato in PSD.
Per scaricare le immagini clicca >> QUI <<. Dopo che le avrai modificate, per distinguerle dalle altre risalvale col tuo cognome davanti. Es: Rossi_orizzonte_01.jpg in formato Jpeg. Apri il server con la mail e la password, cerca la cartella _ESERCIZI, entra, apri la cartella 02_Distorsioni e copia dentro le tue immagini.
Ci sono diverse cose da considerare a cui prestare attenzione quando scegli un monitor per la fotografia. Ci sono anche requisiti minimi che dovresti cercare in termini di risoluzione e precisione del colore. Le immagini hanno un aspetto diverso su schermi diversi perché i display differiscono per la copertura del colore e la precisione e la tipologia del monitor. Ciò significa che se lo schermo su cui lavori ha scarsa copertura e precisione del colore, il tuo lavoro potrebbe apparire molto diverso su uno schermo diverso o quando viene stampato.
COLORE Il colore è fondamentale ed è una buona idea cercare un display che supporti gli spazi colore più estesi possibile. Avrai anche bisogno di un prodotto con una luminosità uniforme su tutto lo schermo. Quindi la scelta è piuttosto ristretta e abbastanza costosa. I migliori monitor per fotografia includono i propri strumenti di calibrazione. In realtà avere un calibratore nel monitor non è essenziale poiché puoi anche acquistarlo in un secondo tempo o fartelo prestare da un’amico. Qualunque sia il monitor che scegli, ti consiglio di calibrarlo regolarmente.
Delta E Quando si desidera scegliere un monitor, sopratutto per uso fotografico, un vero parametro da considerare e il Delta. Il Delta misura il quantità di cambiamento nella percezione visiva tra i colori. Quando viene dichiarato appare la sigla (Delta E / dE / ΔE). Quando c’è questa sigla: ΔE < 2 vuol dire che il Delta E è inferiore a 2, quindi un ottimo monitor. Quando viene dichiarato un delta vicino all’1 siamo alla massima qualità, sul 2 siamo corretti, dichiarando 3 ci stiamo allontanando dalla qualità minima necessaria per uso fotografico. Un occhio esperto può vedere errori tra l’1 e il 2. La persona non allenata noterà un errore Delta E superiore a 3. Uno con un valore Delta E che si avvicina all’1, significa colori in scala di grigi e bilanciamento colore molto accurato. I valori Delta E rappresentano la differenza matematica tra un input di colore e lo standard CIE. Il CIE (International Commission on Illumination) ha creato un algoritmo per standardizzare la differenza di colore nel 1974. L’aggiornamento è avvenuto nel 2000, motivo per cui alcuni produttori utilizzano la sigla Delta E 2000 o dE2000. Attenzione uno dei motivi più validi per calibrare il monitor è correggere al meglio il Delta del monitor stesso per garantire la massima qualità nel colore.
SCHERMO La migliore tecnologia dello schermo per fotografia è l’IPS (In-Plane Switching, è un tipo di LCD TFT o LCD “a matrice attiva” con gamma di colori più vasta e angoli di visione più ampi, usato anche nei portatili, tablet e smartphone). L’IPS è meglio della tecnologia dei pannelli VA o TN (standard nel mercato dei monitor da gioco, più vecchi, più economici e meno recenti, ma con alto refresh, nessun effetto ghosting, inferiore riproduzione dei colori, angolo di visione inferiore), mentre gli schermi OLED (display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi LCD) rimangono di nicchia.
Frequenze di aggiornamento elevate e tempi di risposta ultra bassi non sono necessari per la fotografia. È invece molto importante la copertura di vari GAMUT o profili colore (insieme dei colori che una periferica è in grado di produrre), sRGB, Adobe RGB e DCI-P3 (inventato da Apple ha gamma di colori più ampia del 25% rispetto a sRGB). Uno schermo deve avere sicuramente il 100 percento di copertura del profilo sRGB e oltre il 90 percento sia per Adobe RGB che per DCI-P3. Ma più alti sono quei numeri, meglio è.
La risoluzione è un argomento abbastanza importante. Non è necessario un pannello ad altissima risoluzione per modificare le immagini. Ma risoluzioni più elevate consentiranno un editing più accurato e renderanno più facile giudicare dettagli. Diciamo che il Full HD 1920×1080 è una linea di base corretta, il massimo potrebbe essere il formato 4K 3840×2160. Un display con più risoluzione alta avrà una nitidezza superiore. Un 24 pollici potrebbe avere una bassa densità 1600×1080 oppure un’alta densità di pixel 3840×2160. Aumentando i pollici probabilmente aumenterà la sua risoluzione in pixel (PPI pixel per pollice).
CONNETTIVITÀ Anche la connettività è un problema chiave: molti monitor hanno HDMI, ma alcuni supportano anche Thunderbolt o USB-C, il che significa che puoi avere un singolo cavo che va al tuo PC o Mac che lo alimenta e trasporta anche il segnale del display. Consiglio vivamente la tecnologia USB-C con alimentazione, soprattutto se si dispone di un portatile che lo supporta. Le funzionalità aggiuntive tra cui altoparlanti integrati, hub USB, lettori di schede e ingressi multipli, come HDMI, possono essere utili ma non necessari.
È necessario che il display consenta il movimenti in altezza e inclinazione, utile è anche la possibilità che abbia uno schermo antiriflesso. Assicurati che abbia la possibilità di un controllo del menu direttamente dal monitor.
Quando acquisti un display di fascia alta, è importante assicurarsi che la scheda grafica del tuo computer sia all’altezza del compito di visualizzare alte risoluzioni senza problemi. Dipende tutto dalla scheda grafica quanto è aggiornata, in nuovi computer non hanno in genere problemi.
Come ultima cosa per avere una visione corretta l’importante è non avere riflessi di luce diretti nel monitor, stare in una stanza in penombra e se occorre comprare o crearsi una aletta di protezione sulla testa e sui lati del monitor.
Specifiche da tenere sotto controllo: Dimensione in pollici: da 21 a 32 Risoluzione: da Full Hd 1920×1080 a 4K 3840×2160 Tecnologia pannello: IPS Proporzione: 16:9 Precisione colore: Delta uguale o inferiore a 2 (ΔE < 2) Supporto colore: minima 100% sRGB, massima 100% sRGB, 100% Adobe RGB, 100% DCI-P3 Luminosità: da 250 cd/m2 a 400 cd/m2 Angolo visione: 178 Rapporto contrasto: da 1000/1 a 3000/1 Compatibilità ingressi: USB-C, USB3, Thunderbolt3, HDMI, VGA, DisplayPort, Mini DisplayPort.
Ci sono diverse cose da considerare a cui prestare attenzione quando scegli un monitor per la fotografia. Ci sono anche requisiti minimi che dovresti cercare in termini di risoluzione e precisione del colore. Le immagini hanno un aspetto diverso su schermi diversi perché i display differiscono per la copertura del colore e la precisione e la tipologia del monitor. Ciò significa che se lo schermo su cui lavori ha scarsa copertura e precisione del colore, il tuo lavoro potrebbe apparire molto diverso su uno schermo diverso o quando viene stampato.
Il colore è fondamentale ed è una buona idea cercare un display che supporti gli spazi colore più estesi possibile. Avrai anche bisogno di un prodotto con una luminosità uniforme su tutto lo schermo. Quindi la scelta è piuttosto ristretta e abbastanza costosa. I migliori monitor per fotografia includono i propri strumenti di calibrazione. In realtà avere un calibratore nel monitor non è essenziale poiché puoi anche acquistarlo in un secondo tempo o fartelo prestare da un’amico. Qualunque sia il monitor che scegli, ti consiglio di calibrarlo regolarmente.
Anche la connettività è un problema chiave: molti monitor hanno HDMI, ma alcuni supportano anche Thunderbolt o USB-C, il che significa che puoi avere un singolo cavo che va al tuo PC o Mac che lo alimenta e trasporta anche il segnale del display.
La migliore tecnologia dello schermo per fotografia è l’IPS (In-Plane Switching, è un tipo di LCD TFT o LCD “a matrice attiva” con gamma di colori più vasta e angoli di visione più ampi, usato anche nei portatili, tablet e smartphone). L’IPS è meglio della tecnologia dei pannelli VA o TN (standard nel mercato dei monitor da gioco, più vecchi, più economici e meno recenti, ma con alto refresh, nessun effetto ghosting, inferiore riproduzione dei colori, angolo di visione inferiore), mentre gli schermi OLED (display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi LCD) rimangono di nicchia.
Frequenze di aggiornamento elevate e tempi di risposta ultra bassi non sono necessari per la fotografia. È invece molto importante la copertura di vari GAMUT o profili colore (insieme dei colori che una periferica è in grado di produrre), sRGB, Adobe RGB e DCI-P3 (inventato da Apple ha gamma di colori più ampia del 25% rispetto a sRGB). Uno schermo deve avere sicuramente il 100 percento di copertura del profilo sRGB e oltre il 90 percento sia per Adobe RGB che per DCI-P3. Ma più alti sono quei numeri, meglio è.
La risoluzione è un argomento abbastanza importante. Non è necessario un pannello ad altissima risoluzione per modificare le immagini. Ma risoluzioni più elevate consentiranno un editing più accurato e renderanno più facile giudicare dettagli. Diciamo che il Full HD 1920×1080 è una linea di base corretta, il massimo potrebbe essere il formato 4K 3840×2160. Un display con più risoluzione alta avrà una nitidezza superiore. Un 24 pollici potrebbe avere una bassa densità 1600×1080 oppure un’alta densità di pixel 3840×2160. Aumentando i pollici probabilmente aumenterà la sua risoluzione in pixel (PPI pixel per pollice).
Un’altra cosa importante è la connettività. Consiglio vivamente la tecnologia USB-C con alimentazione, soprattutto se si dispone di un portatile che lo supporta. Le funzionalità aggiuntive tra cui altoparlanti integrati, hub USB, lettori di schede e ingressi multipli, come HDMI, possono essere utili ma non necessari.
Alcuni display consentono di ruotare il monitor di 90 gradi in modalità verticale. Assicurati che lo schermo sia utilizzabile anche con il controllo di menu direttamente dal monitor.
Quando acquisti un display di fascia alta, è importante assicurarsi che la scheda grafica del tuo computer sia all’altezza del compito di visualizzare alte risoluzioni senza problemi. Dipende tutto dalla scheda grafica quanto è aggiornata, in nuovi computer non hanno in genere problemi.
Come ultima cosa per avere una visione corretta l’importante è non avere riflessi di luce diretti nel monitor, stare in una stanza in penombra e se occorre comprare o crearsi una aletta di protezione sulla testa e sui lati del monitor.
Specifiche da tenere sotto controllo: Dimensione in pollici: da 21 a 32 Risoluzione: da Full Hd 1920×1080 a 4K 3840×2160 Tecnologia pannello: IPS Proporzione: 16:9 Supporto colore: 100% sRGB, 99% Adobe RGB, 99% DCI-P3 Luminosità: da 250 cd/m2 a 400 cd/m2 Angolo visione: 178/178 Rapporto contrasto: da 1000/1 a 2000/1 Compatibilità ingressi: USB-C, USB3, Thunderbolt3, HDMI, VGA, DisplayPort, Mini DisplayPort.
Purtroppo spesso quando dobbiamo acquistare un nuovo portatile non sappiamo che parametri tenere conto, qui di seguito vi metto quattro informazioni fondamentali per affrontare l’acquisto. Questo vi permetterà di usare in maniera fluida programmi per ritocco immagini e montaggio video, software che notoriamente usano in maniera approfondita l’hardware del computer.
PROCESSORE Il cuore del PC è il processore, è lui che gestisce le applicazioni. Per quanto riguarda i PC Windows il computer necessita di un sistema a 64 bit di ultima generazione Intel i7 meglio i9, oppure AMD 7 o 9. Per il Mac vanno presi in considerazione quelli con il processore M1 o M2. Maggiore è il numero di core (fisici), migliore è il processore.
RAM La RAM del tuo computer è un componente critico, all’avvio del computer il sistema operativo MAC o WIN viene caricato nella RAM, quando viene lanciato un software viene aggiunto nella RAM, le elaborazioni di qualunque cosa vengono fatti nella RAM, quando finisce la RAM le elaborazioni si appoggiano al disco fisso con un calo drastico nelle prestazioni. La quantità minima appena sufficiente è: 8gb Una quantità media più corretta è: 16gb. Per lavorare in maniera professionale sempre con massima fluidità parliamo di almeno 32gb.
DISCO Il disco contiene tutti i dati, il Sistema Operativo, gli Applicativi, tutti i Lavori. In più il disco viene usato anche dagli applicativi come appoggio delle elaborazioni e dei calcoli quando si esaurisce la RAM di sistema. Il taglio minimo da acquistare è 512Gb. Il taglio equilibrato è 1Tb (1000gb). Più sono i gigabit meglio è 2Tb/4Tb. I dischi da comprare per un pc portatile devo essere di tipo SSD e non HDD. SSD sono i dischi solidi fatti come le chiavette, sono molto più veloci, più residenti, più silenziosi e non soffrono della frammentazione dati. HDD sono i vecchi dischi contenti ancora i dischi rotanti con le testine di lettura, lenti e fragili ma con un prezzo molto più abbordabile.
DISCHI BACKUP È consigliabile affiancare al disco del portatile almeno un o due dischi esterni di backup. Sarà buona cosa scaricare su un disco esterno i lavori, per avere sempre un computer agile e un secondo disco di backup. Quindi uno o due dischi da 2Tb o 4Tb in HDD, dischi che non necessitano di velocità eccessive perché verranno usati solo per backup.
SCHEDA GRAFICA La GPU o scheda grafica oltre ad essere indispensabile per i giochi, è importante per l’editing di foto e video, ma anche nel rendering di oggetti 3D. Per Windows, il minimo della configurazione è una GPU con supporto di DirectX 12 e 2 GB di memoria GPU. Per macOS, è indispensabile una GPU con supporto di Metal e 2 GB di memoria GPU. Aumentando il valore della RAM le prestazioni miglioreranno, quindi penserei a un valore medio di 4gb e massimo 8gb. In Windows se si utilizza una scheda grafica o un driver meno recente, la funzionalità della GPU potrebbe essere limitata o non essere supportata.
SCHERMO Il monitor è l’output di eccellenza per i vostri occhi, quello che vedrete dovrebbe essere il più possibile vicino alla verità. Colori più accurati e più dettagli miglioreranno di molto il risultato. Gli schermi dei portatili possono andare da 13 a 16 pollici. Avendo un 13 o 14 pollici per lavorare senza sforzi converrebbe avere un secondo monitor di almeno 21 pollici, mentre un 15 o 16 pollici potrebbero bastare per lavorare. Il formato minimo in pixel del display dovrà essere almeno: 1920 x 1080. Un valore più alto darà una qualità del dettaglio migliore, ad esempio il macbook pro 16 arriva a 3456 x 2234 pixel. Una frequenza di aggiornamento superiore a 120 Hz sarebbe l’opzione migliore. Lo schermo dovrà avere almeno una copertura della gamma dinamica sRGB.
La differenza stà nell’essere “coscienti” di cosa e perché si vuole fotografare. A volte può capitare di fare una buona foto, di solito ad un’esperto che la vede non sfugge di capire se è frutto di fortuna o se invece l’autore voleva trasmettere qualcosa consapevolmente. La foto deve sempre trasmettere un messaggio, una semplice emozione. A molti piacciono le foto di “monumenti, tramonti e mari esotici”, ma spesso non comunicano niente, o quantomeno sono l’ennesima copia di un soggetto già conosciuto. Se va bene, penseranno e ti diranno che è una bella cartolina. Non basta nemmeno usare inquadrature strane, effetti speciali, uso di obiettivi particolari. A volte non è nemmeno sufficiente rispettare le regole della buona inquadratura. La parte tecnica va usata, ma deve essere un qualcosa di “digerito” altrimenti si capisce subito l’atteggiamento accademico (copia delle forme tradizionali dell’arte). Nel fotografare bisogna concentrarsi su cosa si vuole dire con quella foto e poi le esigenze tecniche emergeranno da sole. È comunque sempre meglio avere dei limiti tecnici che delle carenze comunicative.
Concetti base della comunicazione fotografica.
Il segno è alla base della della comunicazione quindi anche della descrizione della fotografia. Per questo ci viene incontro la Semiotica (studio della creazione di significato sulla base dei segni). Il segno è in generale qualcosa che rinvia a qualcos’altro e la semiotica è la disciplina che studia i fenomeni di significazione. Per significazione s’intende ogni relazione che lega qualcosa di materialmente presente a qualcos’altro di assente (la luce rossa del semaforo significa “stop”). Ogni volta che si mette in pratica o si usa una relazione di significazione si attiva un processo di comunicazione (il semaforo è rosso, quindi il “segno” della luce rossa accesa comunica all’autista di arrestare l’auto). Il segno (nel nostro caso fotografico) è una relazione tra tre elementi; il significante, il significato e il referente. Il significante (forma) è l’insieme degli elementi fonetici e grafici (nel caso della fotografia). I significato (contenuto) è il concetto mentale che esprime. Il referente è l’oggetto di cui si parla (nel nostro caso la fotografia). Questi elementi formano il cosiddetto triangolo semiotico.
Cosa cerchiamo in una immagine? tante cose, ma principalmente la bellezza in tutti i suoi aspetti. Una parola chiave da prendere in considerazione nella fotografia, come in tutte le altre arti è l’estetica. La parola estetica significa “sensazione”, che significa “percepire attraverso la mediazione del senso”. L’estetica è una branca della filosofia che si propone di descrivere e definire il bello. Da alcuni millenni i filosofi occidentali hanno tentato di elaborare teorie estetiche in grado di assumere valore universale. La convinzione che il bello potesse essere sistematicamente descritto ha portato alla definizione di regole che applicate alle varie arti permettessero all’artista di creare un’opera incontestabilmente bella. Tutto questo era ed è un concetto utopistico. L’idea della perfezione e della bellezza non è oggettiva ma soggettiva. Ogni popolazione ha il suo modello di bellezza, noi occidentali per esempio siamo molto influenzati dal modello classico. Ora il concetto di bello è fortemente influenzato da vari modelli culturali, sistemi di valori, convenzioni sociali, l’evolversi e l’adattarsi all’ambiente e all’epoca, influenzato dalla situazione storica, dalla moda, ora con l’avvento dell’era moderna, dai mass media e della pubblicità, influenze molto spesso indotte. Uno esempio semplice per distinguere l’Occidente dall’Oriente è l’uso del nero e del bianco. In Occidente il nero è segno di lutto, qualcosa di triste, mentre in Oriente per trasmettere gli stessi messaggi viene usato il bianco.
Quindi a cosa fare riferimento? Come creare immagini belle in grado di comunicare qualcosa? Una delle chiavi è studiare la storia dell’arte, tutti i tipi di arte da tutto il mondo; dalla pittura, alla fotografia, scultura, architettura, musica, danza, teatro… e leggere di Filosofia. Studiare arte guardando indietro nei duemila/tremila anni passati, li vedrai la storia del mondo. Facciamo tutti parte della razza umana, quindi qualsiasi opera d’arte creata dagli umani è la nostra storia, per andare oltre bisogna conoscerla. Un pensiero creativo e la somma dei pensieri precedenti. Se guardiamo a ciò che è stato fatto prima di noi, siamo in grado di vedere il mondo di oggi con prospettive più complete e una migliore comprensione. Studiare l’arte significa guardare un’opera e vedere l’uso da parte dell’artista di linee, di forme, l’uso della prospettiva, la composizione, i movimenti, struttura e approccio, e capire il sul suo significato. Studiare la storia dell’arte ti fa diventare un esperto dell’analisi visiva, della comunicazione e del pensiero critico. Nel mondo di oggi, tutto è visivo: basti pensare a quanto tempo trascorriamo guardando lo schermo di un computer, televisione o telefono. Il mondo stà passando dal pensiero verbale al pensiero visivo e la storia dell’arte è uno dei modi migliori per prepararsi a questo. Tutto questo ti permetterà di creare immagini migliori, inquadrerai un scatto e vedrai oltre, forme, colori, equilibri, tutto inconsciamente andrà al proprio posto nella maniera migliore.
In tutte le forme di comunicazione comprese quelle visive sono presenti un emittente e un destinatario. L’emittente è colui che struttura e lancia il messaggio nel nostro caso il fotografo. Il destinatario è colui che riceve e legge il messaggio nel nostro caso lo spettatore. la fonte delle informazioni in fotografia è costituita dalla realtà fenomenica cioè dal mondo così come appare ai nostri occhi. Il termine fenomeno deriva dal greco [fainòmenon], significa: “mostrarsi, apparire”, genericamente in filosofia indica “ciò che appare, che quindi può non corrispondere all’oggettività, e che si manifesta ed è conoscibile tramite i sensi”.
Il fotografo isola dal mondo reale un numero limitato di elementi escludendo tutti quelli che ritiene inutili o non sufficientemente connotati ai fini di quello che vuole comunicare, agli elementi scelti affiderà il suo messaggio, in altre parole darà a questi elementi valore di segno.
il segno è un qualcosa che sta per qualcos’altro e serve a comunicare, un segno noto a tutti (il cartello divieto di fumare) comunica che è vietato fumare analizziamo questo segno esaminando le sue principali caratteristiche per essere definito segno e meritare pertanto di essere oggetto di studio da parte della semiologia un elemento deve possedere alcuni requisiti fondamentali, il primo è l’arbitrarietà il segno è arbitrario in quanto è scelto arbitrariamente fra tanti segni possibili. La seconda caratteristica è la convenzionalità, il segno è convenzionale in quanto siamo d’accordo nel condividerne il significato in tutto il mondo si sa che questo vuol dire che è vietato fumare, il segno è caratterizzato dall’avere due facce il significante e il significato, qui il significante e il disegno stesso il cerchio barrato rosso con dentro l’immagine di una sigaretta fumante di colore nero, il significato è il concetto che lì dove c’è il cartello non si può fumare, quello che abbiamo appena analizzato è un segno semplice che non si relaziona con altri segni e che ha significato quando compare da solo.
Pensando a qualcosa di più complesso il semaforo comunica mediante tre luci, la verde la gialla e la rossa, tutti noi conosciamo il significato, sappiamo bene che queste luci non si susseguono a caso, ma sappiamo che la luce gialla viene dopo il verde e resta accesa insieme, mentre la luce rossa viene dopo il giallo e resta accesa da sola, la luce verde a sua volta verrà dopo il rosso ma senza il passaggio intermedio del giallo quindi il messaggio è affidato a un certo numero di regole che li combinano e danno loro un senso. L’insieme dei segni e delle loro regole combinatorie prendono il nome di codice, anche le lingue sono codici costituiti dai segni, la grammatica e la sintassi sono le regole che permettono a chi parla e a chi ascolta di capirsi.
Il fotografo sceglie alcuni elementi da loro valore di segno li struttura grazie a un codice in modo da distinguere un soggetto dallo sfondo e in questo modo dà forma al suo messaggio visivo. Ma quali sono le caratteristiche dei codici di comunicazione visiva: se prendiamo l’esempio del cartello di divieto di fumare, quello è un codice biunivoco cioè a un significante corrisponde ad un solo significato. Al contrario la fotografia è un codice equivoco cioè a un significante possono corrispondere diversi significati. La fotografia è un codice aperto perché ammette e anzi prevede nuove corrispondenze e nuove associazioni tra significanti e significati. Il cartello vietato fumare è un codice imperativo perché non ammette violazioni. La fotografia è un codice creativo sono ammesse e anzi previste numerose varianti individuali che ricombinano il codice lo rendono ambiguo e stimolano lo spettatore a ricercare sempre nuove interpretazioni.
Noi vediamo col cervello e non con gli occhi perciò tendiamo a escludere ciò che non ci interessa ma l’obiettivo vede tutto ciò che entra nel campo inquadrato compresi gli elementi di disturbo a cui noi non avevamo prestato attenzione.
L’obiettivo ha una visione monoculare, se vogliamo trasmettere la percezione della profondità dobbiamo ricorrere ad artifici grafici come la prospettiva, ma soprattutto noi vediamo attraverso il linguaggio cioè diamo un nome a ciò che vediamo, per fotografare è necessario fare il vuoto linguistico sforzandoci di raggiungere un silenzio interiore capace di metterci in intima relazione con l’immagine mentale che ci siamo fatti del soggetto e considerandone soltanto la forma i volumi i rapporti tonali e i colori come se si trattasse di un insieme astratto di geometrie non di un oggetto che riconosciamo e che per questo immediatamente chiamiamo per nome, il soggetto è funzionale nei confronti del messaggio e pertanto va trattato in modo da caricare su di esso tutta la forza della comunicazione.
Il modo migliore per fotografare è eliminare le suggestioni extra fotografiche voglio fare la foto perché sono felice, perché l’aria un buon odore, perché gli uccelli cantano ma tutte queste cose lo spettatore non le potrà percepire, per cui rischiamo di creare un’immagine banale insignificante solo perché ci siamo fatti suggestionare dalle sensazioni del momento.
Lo sfondo è funzionale alla comprensione del soggetto questo significa che gli elementi di sfondo devono guidare l’attenzione dello spettatore verso il soggetto principale facendogli capire chiaramente che cosa deve guardare.
Gli elementi inutili quello che in semiologia si chiama “rumore” devono essere eliminati quanto più la fotografia è semplice e pulita tanto più il messaggio è forte, questo si può fare scegliendo l’inquadratura, un’illuminazione e la focale appropriata.
L’organizzazione dello spazio all’interno del fotogramma è un sistema geometrico, un giusto uso ne determina la corretta comprensione del messaggio, il fotogramma infatti non è una cornice casuale ma una serie di precise figure con proporzioni date, nella quale vanno inscritte altre figure.
L’organizzazione dello spazio da risalto agli elementi più importanti della composizione e ciò che più conta assegna a ciascuna figura oltre che alla composizione del suo insieme il significato voluto.
La prospettiva geometrica guida l’attenzione dello spettatore verso il soggetto principale o verso un punto di interesse, la composizione tende al punto di fuga e lì si dirige invitando il destinatario a fare altrettanto.
Il fotografo che conosce i propri strumenti di lavoro, e i limiti tecnici sarà consapevole e saprà che il risultato non sarà una cosa casuale, ma arriverà a produrre un messaggio che sarà esattamente quello voluto, conoscendo i codici e la sintassi della fotografia sarà in grado di raggiungere la giusta consapevolezza in ogni momento della creazione dell’immagine, e non mi riferisco solo allo scatto.
C’è un fotografo tecnico, c’è un fotografo artista, queste due funzioni devono fondersi immancabilmente. La fotografia è una strada complessa, nessun artista come il fotografo deve essere consapevole dei due lati della cosa; l’artigiano e il creativo, nessun artista è costretto a fare i conti con strumenti così tecnologicamente avanzati, mentre nessun tecnico riesce a piegare i propri mezzi di lavoro all’espressione di contenuti tanto profondi, per questo la fotografia merita la considerazione e l’estrema attenzione dovuta a un attività dello spirito umano unica e irripetibile le cui peculiari caratteristiche non trovano termini di paragone adeguati in altre arti.
Fotografare in teatro è una sfida molto interessante, sicuramente la scarsa illuminazione complicherà le cose. Ricorda che gli attori hanno bisogno di concentrazione, quindi non devono essere assolutamente disturbati. Presentati almeno mezzora prima in teatro per studiare la situazione. Per scattare chiedi il permesso sempre prima dello spettacolo.
In linea generale dividerei in due tipi gli spettacoli teatrali Quelli a pagamento e quelli gratis.
Nel primo caso; spettacolo teatrale con pubblico pagante: Vestiti di scuro. Non scattare mai da seduto tra le persone, neanche in prima fila. Fotografo dai lati del palco e dal fondo del teatro. Per passare da un lato all’altro passa dal fondo. Non passare mai assolutamente davanti agli spettatori. Scatta sempre modalità silenziosa (Per le Mirrorless con (Otturatore elettronico) per alcune Reflex in (Modalità silenziosa). Aspettare a scattare sempre i momenti con sonoro presente. Vietato usare il flash. Vietato fotografare con raffica. Consigliabile messa a fuoco manuale per evitare segnale acustico di avvenuta messa a fuoco.
Nel secondo caso; spettacolo teatrale gratuito o musicale con pubblico. Chiedere se possibile una poltrona in prima fila, possibilmente centrale. È possibile scattare anche a ridosso del palco, con estrema discrezione. Mettersi davanti agli spettatori poche volte. Scattare sempre in modalità silenziosa. Vietato usare il flash. Vietato fotografare con raffica. Scattare possibilmente in manuale.
Quando e come fotografare Preparati come i fotografi matrimonialisti, possibilmente studia in anticipo la storia per conoscere a grandi linee i passaggi salienti. Se possibile fotografare le prove, sopratutto l’ultima prima dello spettacolo (permette di avere gli attori in costume e le luci che verranno usate nella rappresentazione). Se possibile fotografare nel backstage. Fotografare sempre tutti gli attori. Usare tutti tagli possibili (intero con i piedi, mezzobusto, taglio americano, primi piani, particolari). Ricordati di comporre con attenzione guardando anche lo sfondo. Fotografare i gruppi di attori. Fotografare nel contesto della scenografia. Fotografare l’attore sotto la luce integrando il raggio luminoso. Vai sul fondo e fotografa tutto il teatro. Scatta il finale dal fondo con gli attori che ringraziano e il pubblico che applaude.
Modalità Preparare le preimpostazioni della macchina a casa facendo delle prove con poca luce. Fotografare solo in RAW. Non fotografare in automatico (gli scatti sarebbero troppo influenzati dalle luci). Avendo uno sfondo molto scuro non usare la misurazione Matrix (le immagini risulterebbero troppo chiare perché l’esposimetro farà una media ponderata tra il centro del fotogramma e la sua periferia) ma quella Spot (più concentrato sul centro del fotogramma). Usare il bilanciamento del bianco manuale, ti faciliterà velocemente la correzione della temperatura colore in camera RAW. Conviene compensare a -2/-3 per evitare bruciature nelle luci e per aumentare la velocità di otturazione e/o tenere meglio sotto controllo gli ISO. Per le macchine Entry Level, SemiPro o APS-C stare tra i 400 e 1600 ISO. Per le macchine Full Frame e Pro possiamo arrivare anche a 6400 ISO. Più gli ISO saranno alti più l’immagine perderà dettaglio. La velocità minima di otturazione dovrà essere almeno 1/125 (per le situazioni tranquille). Per azioni più movimentate almeno 1/250. Per la danza o azioni con molto movimento almeno 1/500. Con 1/60 si rischia il microcosmo. Con 1/30 avremo quasi sicuramente una foto mossa. Più l’obiettivo sarà luminoso meglio sarà. Per la velocità di otturazione teniamo il controllo sulle focali lunghe (in uno zoom più la focale è lunga più il diaframma si chiude). Attenzione con diaframmi aperti si avrà una bassa profondità di campo, più la focale sarà lunga più la profondità sarà stretta (anche di pochissimi centimetri).
Corpi e Obiettivi Full frame è preferibile a APS-C (A parità di risoluzione la full frame a più dettaglio). Mirrorless è preferibile a Reflex (Più silenziosa). Con le compatte difficilmente si otterranno foto accettabili. Due corpi macchina sono meglio di uno (con due zoom non farai cambio ottiche sul campo). Preferibile l’uso degli zoom alle focali fisse (non c’è bisogno di spostarsi per il cambio di inquadrature). Per il teatro l’ideale sarebbe avere due zoom che coprano tutte le focali dal 24 mm al 400 mm. Per i concerti sono preferibili zoom più potenti (nei grandi concerti vengono usati anche obiettivi da 800 mm). Nei concerti con zoom sopra il 400 mm è consigliabile l’uso del monopiede. Batterie doppie e sempre cariche. Schedine di ricambio e capienti.
Benvenuti nelle pagine di test dei monitor LCD. Qui di seguito ci sono una serie di immagini di prova che possono aiutarti a giudicare la qualità dell’immagine del tuo monitor. Per questo test è essenziale che l’ambiente sia buio e che il browser o il visualizzatore di immagini sia in esecuzione in modalità a schermo intero.
01 – L’immagine seguente mostra scale di valori RGB in aumento lineare. Su un buon monitor, dovresti vedere incrementi approssimativamente uguali di luminosità su tutta la gamma da 1 a 32 e in tutti i colori. I valori critici saranno: 1, 2 e 3 nella zona scura e la differenza tra i valori di scala tra 30, 31 e 32 in quella chiara. > Clicca per aprire l’immagine
02 – Questa è un’immagine di prova della calibrazione gamma. I monitor con calibrazione corretta aderiscono allo standard sRGB, con un valore gamma di 2,2. Guarda l’immagine socchiudendo gli occhi, in ciascuna delle barre di colore verticali, le bande più chiare e più scure dovrebbero fondersi all’altezza etichettata 2.2. Un valore più basso darà un contrasto generale più basso, un valore più alto darà un contrasto più alto del monitor. > Clicca per aprire l’immagine
03 – Di seguito sono riportati 15 quadrati grigi su sfondo nero. Su un monitor ideale, dovrebbero essere tutti distinguibili, particolarmente la prima fila di quadrati molto scura. > Clicca per aprire l’immagine
04 – Di seguito sono riportati 15 quadrati grigi su sfondo bianco. Su un monitor ideale, dovrebbero essere tutti distinguibili, sopratutto la prima fila di quadrati molto chiari. > Clicca per aprire l’immagine
05 – In questo test controlliamo l’uniformità della sfumatura. Le sfumature in scala di grigi dovrebbero essere visualizzate in modo uniforme senza che compaiano bande, linee o dominati di colore. > Clicca per aprire l’immagine
06 – In questo test controlliamo l’uniformità del monitor. Il fondo grigio dovrebbe essere visualizzato in modo uniforme senza che compaiano zone più chiare o più scure nel monitor. > Clicca per aprire l’immagine
07 – Ecco un test per la tua stampate. Sei scale con i colori base, una scala di grigio e sei scale di grigio con una dominate nei colori di base. Il profilo del test è in sRGB. > Clicca per aprire l’immagine
08 – Un test con tutto lo spettro colore. Lo spettro visibile con tutta la gamma dei colori che vanno dal rosso (430 nm) al violetto (770 nm) includendo tutti quelli percepiti dall’occhio umano. > Clicca per aprire l’immagine
09 – Il monoscopio. E per finire un monoscopio per regolare la geometria, la luminosità il contrasto e la saturazione per monitor e proiettori > Clicca per aprire l’immagine
Benvenuti nelle pagine di test dei monitor LCD. Qui di seguito ci sono una serie di immagini di prova che possono aiutarti a giudicare la qualità dell’immagine del tuo monitor. Per questo test è essenziale che l’ambiente sia buio e che il browser o il visualizzatore di immagini sia in esecuzione in modalità a schermo intero.
01 L’immagine seguente mostra scale di valori RGB in aumento lineare. Su un buon monitor, dovresti vedere incrementi approssimativamente uguali di luminosità su tutta la gamma da 1 a 32 e in tutti i colori. I valori critici saranno: 1, 2 e 3 nella zona scura e la differenza tra i valori di scala tra 30, 31 e 32 in quella chiara.
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02 Questa è un’immagine di prova della calibrazione gamma. I monitor con calibrazione corretta aderiscono allo standard sRGB, con un valore gamma di 2,2. Guarda l’immagine socchiudendo gli occhi, in ciascuna delle barre di colore verticali, le bande più chiare e più scure dovrebbero fondersi all’altezza etichettata 2.2. Un valore più basso darà un contrasto generale più basso, un valore più alto darà un contrasto più alto del monitor.
03 Di seguito sono riportati 15 quadrati grigi su sfondo nero. Su un monitor ideale, dovrebbero essere tutti distinguibili, particolarmente la prima fila di quadrati molto scura.
04 Di seguito sono riportati 15 quadrati grigi su sfondo bianco. Su un monitor ideale, dovrebbero essere tutti distinguibili, sopratutto la prima fila di quadrati molto chiari.
05 In questo test controlliamo l’uniformità della sfumatura. Le sfumature in scala di grigi dovrebbero essere visualizzate in modo uniforme senza che compaiano bande, linee o dominati di colore.
06 In questo test controlliamo l’uniformità del monitor. Il fondo grigio dovrebbe essere visualizzato in modo uniforme senza che compaiano zone più chiare o più scure nel monitor.
07 Ecco un test per la tua stampate. Sei scale con i colori base, una scala di grigio e sei scale di grigio con una dominate nei colori di base. Il profilo del test è in sRGB.